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LA CANZONE
- IL SON
Mi Rico Cha Cha Cha |
| n. |
titolo del brano |
compositore della
musica |
autore del testo |
interprete del brano |
genere musicale |
| 1 |
Yolanda |
Milanes Pablo |
Milanes Pablo |
Josè A. Rodriguez
Traba |
Canciòn |
| 2 |
Mi sentir
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Martinez Izquierdo Daniel |
Martinez Izquierdo Daniel |
Daniel Martinez Izquierdo |
Sonora son |
| 3 |
Hasta siempre |
Puebla Carlos |
Puebla Carlos |
Havana Mambo |
Bachata |
| 4 |
Mas que un sueno |
Viart Martinez A.
Marino |
Viart Martinez A.
Marino |
Maria de los A.
Fernandez |
Salsa |
| 5 |
En mi guateque
|
Bridon Ivan |
Bridon Ivan |
Daniel Martinez
Izquierdo |
Bachata |
| 6 |
Indiferente |
Viart Martinez A.
Marino |
Viart Martinez A.
Marino |
Josè A. Rodriguez
Traba |
Salsa |
| 7 |
Mi rico cha cha cha
|
Martinez Izquierdo
Daniel |
Martinez Izquierdo
Daniel |
Daniel Martinez
Izquierdo |
Salsa Timba |
| 8 |
Colibry |
Frometa Noa Raul |
Frometa Noa Raul |
Cix |
Canciòn |
| 9 |
Chan Chan |
Repilado Francisco |
Repilado Francisco |
Havana Mambo |
Salsa |
| 10 |
Ven a mi |
Aballe Marrero Luis |
Aballe Marrero Luis | Josè A. Rodriguez
Traba |
Bachata |
| 11 |
Guajira guantanamera |
Fernandez Joseito |
Fernandez Joseito |
Havana Mambo |
Bachata |
| 12 |
Si el corazon hablara |
Frometa Noa Raul |
Frometa Noa Raul |
Claudia Rojas (Vanessa) |
Salsa |
| 13 |
Alardoso |
Jorrin Enrique |
Jorrin Enrique |
Havana Mambo |
Cha cha cha |
| 14 |
Papà |
Frometa Noa Raul |
Frometa Noa Raul |
Josè A. Rodriguez
Traba |
Canciòn |
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Con una canzone si può
cantare all’amore per la propria amata, per la propria terra lontana, per
un eroe e per i propri figli; si può anche cantare di storie di
vita quotidiana e di fatti accaduti o totalmente inventati. La musica per
questi testi può essere d’ascolto o anche per ballare basta trovare
un filo logico che leghi ambedue le cose. Di autori possiamo annoverarne
tanti, noi ne abbiamo scelti alcuni tri i latini, giovani e meno giovani
e anche chi non c’è più.
Di Pablo Milanes possiamo dire che oggi è il massimo esponente della Nuova Trova cubana la sua fama è di livello internazionale. Pablo ha cantato il suo amore per tutto ciò che gli è più caro. Con la canzone “ Amo esta Isla “ ha voluto dedicarla a Cuba e con la canzone Yolanda che noi abbiamo preso come traccia ad aprire questa compilation ad una donna che può essere, nel caso di Pablo, la pace. Daniel Martinez Izquierdo, al momento meno importante di Pablo, con “Mi sentir” esprime tutto quello che gli trasmette lo sguardo della sua piccola “ Rechel “ tus ojos son luz que iluminan mi largo camino son como un ave al andar con su destino” e ancora “tu tienes el son que alimenta mi humilde sonrisa es que cuando yo te veo revives mi vida” l’arrangiamento ad allegra “Sonora, son tradizionale” ci fa capire che “questi occhi” che Lui dice “ illuminare il suo cammino e che sono come un’ape che percorre il suo destino” gli trasmettono questa allegria che è il “son, questa musica, che la sua bambina ha dentro di se e che alimenta il suo umile sorriso”. Di Daniel Martinez Izquierdo è anche il “ Mi rico cha cha cha “ che ci farà ballare per molti anni. Abbiamo intervistato per voi Daniel Martinez Izquierdo: DOMANDA: Quando inizia la tua avventura artistica? Quando avevo 10 anni, ho iniziato nella scuola statale dell’obbligo. Sempre a scuola ma questa volta di musica ho portato avanti questa mia passione per la quale ho frequentato anche insegnanti privati. DOMANDA: e come ti sei avvicinato alla musica tradizionale? Perchè a casa, mio padre suonava le musiche tradizionali cubane tra le quali il son ed il cha cha cha. DOMANDA: Quanto hai dovuto aspettare per le prime gratificazioni? Già quando avevo 11 anni mi hanno chiamato a partecipare ai grandi festival della Nuova Trova cubana vincendone alcuni e piazzandomi bene in altri. DOMANDA: e a livello internazionale? Nel 1997 sono venuto in Italia che è stata il mio trampolino di lancio verso il mondo. L’ Italia per me è stata la terra che mi ha permesso di farmi conoscere come Cuba mi ha dato queste capacità musicali e, ad ambedue sarò sempre riconoscente. DOMANDA: in Italia arrivi con la musica tradizionale? Non solo con la musica tradizionale, anche con il Jazz ed il latin Jazz e anche con il rock ed il pop. DOMANDA: Abbiamo notato che nei tuoi testi sono ricorrenti la presenza di figure femminili che ti ispirano: chi sono queste donne? Le persone che più mi ispirano e, alle quali ho dedicato molte delle mie canzoni sono mia moglie e le mie due bambine, ho comunque fatto tante altre canzoni parlendo di temi sociali e anche della vita. DOMANDA: un tuo sogno... Il mio sogno è quello di riuscire ad arrivare al cuore delle persone con le mie canzoni e dare serenità ed allegria a tutti quelli che ascoltano la mia musica. Di come i figli trasmettono sentimenti ed immagini ai nostri autori possiamo prendere ad esempio anche l’ultima traccia dal titolo “papà” di Raul Frometa ed una frase ascoltata solamente alcuni giorni fa per bocca del nostro grande autore Ivan Bridon in questo cd con la campesina storia del “ En mi guateque “: “ questa mattina ero sul pullman seduto dietro ad una mamma con il suo bimbo di pochi mesi in braccio. Mi è bastato guardare negli occhi questo bimbo che in un attimo mi è venuta voglia di scrivere una canzone e l’ho scritta lì sul pullman. Luisito Aballe Marrero nel brano “ Mas que un sueño “ esprime tutto il suo sentimento per Cuba, la sua terra lontana. Ci troviamo di nuovo di fronte ad autori emigranti che rimpiangono il loro focolare domestico e la strada sulla quale giocavano da bambini. E’ una storia che si ripete e ci fanno venire in mente le melodie e le canzoni napoletane come “ Munastero e Santa Chiara “ o “ Torna a Surriento ”. Chi è l’autore di Guantanamera? Rispondere a questa domanda è come entrare in un ginepraio e rimanerne imprigionati! In effetti, l’unica parte di cui esisterebbe una paternità sostanzialmente confermata è il testo. Si tratta dei “Versos Sencillos” (versi semplici) che il poeta e patriota cubano José Martí scrisse nel 1895. Chi adattò i versi alla musica fu certamente Julián Orbón nel 1958 e la prima esecuzione pubblica è del 1961 ad opera del chitarrista e cantante Leo Brauwer. La melodia della Guantanamera fu diffusa a Cuba nel 1932 da José Fernández Diaz, da tutti conosciuto come Joseíto, il quale conduceva un notiziario alquanto originale dal titolo “El Suceso del Día” (Il fatto del giorno) alla radio CMQ de L’Avana. L’originalità consisteva nel cantare l’avvenimento in forma di decima (forma metrica di origine spagnola) su un’aria di guajira (lett. canto di campagna) guantanamera (ossia di Guantanamo), di guajira vueltabajera, guajira holguinara o guajira camagüeyana. Pare che un giorno, innamorato di una ragazza di Guantanamo, che era molto gelosa, sia stato da questa pesantemente rimproverato per averlo visto parlare con un’altra. Quel giorno cantò “il fatto del giorno” come guajira Guantanamera in maniera particolarmente ispirata al punto che ebbe un tale successo che il pubblico pretese che usasse sempre questo tema per le sue storie. Da questo deriva anche l’espressione cubana “te van a cantar la guantanamera” (ossia, ti canteranno la guantanamera), per intendere che è in arrivo un rimprovero. Dunque sarebbe Joseíto Fernandez l’autore della musica? Probabilmente no… Perché la Guantanamera non è altro che una elaborazione della Passacaglia del Bolero creolo del 1830, che a sua volta ricalca una Passacaglia Spagnola del 1730! La Guantanamera nasce dal Son orientale della regione appunto di Guantanamo, ma deriva dal Passacallo spagnolo. La Passacaglia è appunto un’antica danza spagnola il cui nome si ritiene derivi da pasar, camminare, e calle, strada, venendo tradizionalmente eseguita da musicisti girovaghi nelle strade (e quindi probabilmente dei cantastorie, come appunto Joseíto Fernández). Era una danza lenta e piuttosto solenne per uno o due ballerini. Il motivo ricordava la Ciaccona, ed era, come questa, costruita in tempo triplo impiegando un caratteristico schema armonico ricorrente o linea di basso su quattro od otto battute. Nella versione cubana del 1830, questo schema armonico veniva eseguito dalla chitarra e serviva come ponte verso la seconda sezione del bolero cubano: la Montuna (da non confondersi col Montuno, che è un’altra cosa). Questo, nella regione orientale dell’isola, era un’aria dal ritmo moderato che la distingueva appunto dal Son. La fusione di questi due elementi definiva il nuovo stile, così come avvenne per il Son orientale che nasce a sua volta dalla fusione del Changüí e dalla Guaracha; il Passacallo e la Montuna formano la Guantanamera. Pertanto, l’aria della Guantanamera è del secolo XIX e, conseguentemente, né Joseíto Fernández, né Orbón ne possono essere gli autori! Un allievo di Orbón, Héctor Angulo, complicò ulteriormente le cose portando il brano a New York e consegnandolo a Pete Seeger che lo incise nel 1966 rendendolo un successo internazionale, ma soprattutto, lo depositò a nome di Angulo, Seeger, Martí! Da qui interminabili e comprensibili sono sorte le dispute per i diritti d’autore. Julián Orbón intentò una causa ad Angulo e Seeger per sottrazione di opera intellettuale vincendo sulla carta ma non economicamente. Ottenne, infatti, la magra consolazione di vedere comparire il suo nome accanto a quello degli altri due, ma non come autore, bensì come arrangiatore ed autore dell’adattamento dei versi! A quanto è dato sapere, il brano è stato comunque registrato due volte: una prima a nome di Joseíto Fernández davanti alla Sociedad General de Autores de España (SGAE) ed una seconda volta a nome di Héctor Angulo negli Stati Uniti da parte della Fall River Music (1963). Per riassumere, allora, il tema sarebbe del 19° secolo, ripreso da Joseíto Fernández nel 1932 per il suo notiziario, su cui Julián Orbón nel 1958 adattò i versi di José Martí. La Guantanamera è senza dubbi il secondo inno nazionale di Cuba dopo l’inno ufficiale. Un’altra canzone che ci ricorda l’Isola e la storia della Rivoluzione è la canzone scritta da Carlos Puebla nel 1965 prima della partenza del Che per la Bolivia è la canzone sulle sue gesta più conosciuta nel mondo: Aprendimos a quererte desde la historica altura donde el sol de tu bravura le puso cerco a la muerte. Aqui se queda la clara, la entrañable transparencia de tu querida presencia, comandante Che Guevara. Tu mano gloriosa y fuerte sobre la historia dispara,cuando todo Santa Clara se despierta para verte. Aqui ... Vienes quemando la brisa con soles de primavera para plantar la bandiera con la luz de tu sonrisa. Aqui ... Tu amor revolucionario te conduce a nueva empresa, donde esperan la firmeza de tu brazo libertario. Aqui ... Seguiremos adelante como junto a ti seguimos y con Fidel te decimos: "Hasta siempre, Comandante!" Aqui ... TRADUZIONE ITALIANA Abbiamo imparato ad amarti sulla storica altura dove il sole del tuo coraggio ha posto un confine alla morte. Qui rimane la chiara, penetrante trasparenza della tua cara presenza, Comandante Che Guevara. La tua mano gloriosa e forte spara sulla storia quando tutta Santa Clara si sveglia per vederti. Qui rimane la chiara, penetrante trasparenza della tua cara presenza, Comandante Che Guevara. Vieni bruciando la nebbia come un sole di primavera, per piantare la bandiera con la luce del tuo sorriso. Qui rimane la chiara, penetrante trasparenza della tua cara presenza, Comandante Che Guevara. Il tuo amore rivoluzionario ti spinge ora a una nuova impresa dove aspettano la fermezza del tuo braccio liberatore. Qui rimane la chiara, penetrante trasparenza della tua cara presenza, Comandante Che Guevara. Continueremo ad andare avanti come fossimo insieme a tee con Fidel ti diciamo:Per sempre, Comandante! Qui rimane la chiara, penetrante trasparenza della tua cara presenza, Comandante Che Guevara. Romeo M. Ferrero |