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CUBANITA
Y SALSA ROMANTICA
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| n. |
titolo
del brano |
compositore
della musica |
autore
del testo |
interprete
del brano |
genere
musicale |
| 1 |
Cubanita
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Renè Soler
Pedraza |
Renè Soler
Pedraza |
Son de Cuba |
Vallenato |
| 2 |
Muevete
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Renè Soler
Pedraza |
Renè Soler
Pedraza |
Son de Cuba |
Merengue |
| 3 |
Mas fuerza que nuestro
amor |
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la banda
|
Son |
| 4 |
Kiki Cha
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Renè Soler
Pedraza |
Renè Soler
Pedraza |
Son de Cuba |
Rock Cha |
| 5 |
Todo cambiò
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Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la banda
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Salsa romantica |
| 6 |
Heridas de amor |
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la
banda |
Salsa romantica |
| 7 |
Confia en mi
|
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la
banda |
Salsa romantica |
| 8 |
Puede, suele pasar |
Renè Soler
Pedraza |
Renè Soler
Pedraza |
Son de Cuba |
Bachata beat |
| 9 |
Chica sin direcciòn |
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la
banda |
Salsa romantica |
| 10 |
El retorno de Cupido |
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la
banda |
Salsa romantica |
| 11 |
El cangrjo y la mulatas |
Renè Soler
Pedraza |
Renè Soler
Pedraza |
Son de Cuba |
Son |
| 12 |
Lo que llegò
con la lluvia |
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la
banda |
Salsa romantica |
| 13 |
Zula mueve tu perro |
Renè Soler
Pedraza |
Renè Soler
Pedraza |
Son de Cuba |
Reggaeton |
| 14 |
Tecnomambo homenaje
a Perez Prado |
Vega Sosa Manuel |
Renè Soler
Pedraza |
Aguerè la
banda |
Cha Cha cha |
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Cubanita y salsa romantica
Un secolo fa già fioriva in diversi posti il canto vallenato. Come sappiamo, è inutile e impossibile attribuirgli una sola origine. L'estensione della cornamusa per tutta la regione di Valledupar aveva aperto già le porte all'incorporazione della fisarmonica nell'insieme strumentale vallenato. Incorporazione che, come è ovvio, non si produsse simultaneamente dappertutto, ma in maniera graduale. Il processo poté prendere fino a tre o quattro decenni, perché la fisarmonica incominciò solitaria la sua corsa per la regione. Il proprio Emiliano Zuleta Baquero ricordava in un'intervista con Tomás Darío Gutiérrez che "prima uno suonava solo, senza scatola né guacharaca. Zuleta Baquero, nato nel 1912 nella zona centrale, alludeva che alla fine degli anni 20; allora era già da decadi che la fisarmonica, come surrogato della cornamusa o carrizo, si accompagnava dalla scatola (piccolo tamburo) e guacharaca in altri posti della regione. Il matrimonio tra i tre strumenti fece un effetto sociale e popolare. Cioè, si svolge in riunioni della gente normale: gazzarre, cumbiambe, feste e merengues, che non erano solo un ritmo bensì un tipo di baldoria. Francisco Pacho Rada, autore di Il cavallo Liberale, ricorda che, già per gli anni 30, in ogni cantina c'era una fisarmonica, una scatola ed una guacharaca affinché toccassero gli acordeoneros (suonatori di fisarmonica). Il vallenato sorse da sotto e tardò più di mezzo secolo ad acquisire rango sociale. Era, come sosteneva Ursula Iguarán, una musica perniciosa e popolare. Uno degli scenari dove incominciò a frequentare il vallenato la musica che ascoltava e ballava la borghesia -valzer, mazurke, canzoni napoletane - fu quello delle code. Era questo il nome che ricevevano le code o finali di festa della classe ricca: nozzi, battesimi, compleanno, festeggiamenti religiosi... Mentre i signori si divertivano con la musica europea che interpretava una precaria orchestra provinciale, i lavoratori passavano la festa nella cucina ed i capannoni a punta di fisarmonica, guacharaca e scatola. Congedata l'orchestra, quelli di dietro erano invitati a passare avanti, e padroni e lavoratori si sedevano a bere e cantare insieme. Si è molto discusso circa il ruolo che compierono le code in questa storia. Alcuni dicono che questi finali di festa furono il padiglione di gestazione del vallenato, perché combinarono ritmi europei e nativi: tra tutti e due diedero a luce le arie vallenate. "Le code sono l'ancestro diretto del vallenato moderno", afferma López Michelsen. Ma sembra più azzeccato pensare che le code non aiutarono a formare il genere, bensì a divulgarlo. Per incominciare, questa classe di feste estemporanee non si conobbero in tutto la regione, bensì solamente nella zona della Valle di Upar. In El Paso non ci furono code. In molti posti lungo il fiume neanche. E d'altra parte, gli storiografi indicano che le code sorsero all'inizio del secolo XX, quando già il vallenato aveva incominciato a prendere ritmo col trio dello strumentale classico. La musica vallenata incominciò a farsi conoscere esternamente dalla sua geografia durante gli anni 20 e 30, epoca dorata della Zona Bananiera del dipartimento del Magdalena, al sud di Santa Marta. I lavoratori accorrevano da tutti gli angoli del paese a prestare il loro braccio all'United Fruit ed ancora da altri posti dei Caraibi. Lì arrivarono i neri giamaicani o Jamaican, più neri - per più puri - che quelli della Provincia. Questo li fece raffigurare, agli occhi del paese, in una categoria speciale: i neri yumecas che è come Emiliano chiama Lorenzo Morales. Il variopinto miscuglio di lavoratori permise che i canti degli oriundi della regione trovassero uditi disposti ad ascoltarli e di ripeterli più tardi in altri punti della mappa. Uno dei focolai di questa musica nella Zona Bananiera furono le eufemísticamente chiamate accademie da ballo. Questi locali che compivano una funzione di sfogo in realtà sessuale, fecero eco ad un certa musica picante che sorse come ambientamento, ma anche a non pochi merengues e sones che percorrevano la regione. La seconda onda migratoria attrasse i mietitori dall'interno alle stesse porte di Valledupar. Fu quando decadde il banano e sorse il cotone come coltivazione redentrice. Rimaneva in questa modo connessa con immigranti dall'interno del paese una regione che per anni rimase praticamente isolata. I lavoratori che arrivavano per le stagioni di raccolta ritornavano alle sue regioni natali e portavano con sé alcuni risparmi ed abitudini della Provincia. Tra altre, ovviamente, la sua musica. Ci fu un terzo movimento migratorio, di indole elitaria, ridotto nelle sue proporzioni ma importante nella sua influenza, che aprì le porte degli alti saloni di Bogotà alla musica vallenata. Succedette durante gli anni 50, quando un gruppo di giovani vallenatos appartenenti a famiglie ricche e rancide - Molina, Villazón, Castro, Murgas - viaggarono a realizzare studi universitari nella capitale. Lì conobbero condiscepoli dell'alta società di Bogotà -Lozano, Herrera, Rivas, Santamaría- che si affascinarono coi canti della sua regione che intonavano i vallenatos nelle riunioni cachacas (bogotane -ndr-). Víctor Soto che più tardi andrebbe via con la sua fisarmonica a New York, formò col cantante Pedro García, il chitarrista Otoniel Miranda ed altri compagni il gruppo "Gli universitari" che cantava vallenatos per la capitalina Radio Santafé. Chi di voi si aspettava a questo punto una musica folklorica si ritrova questa Cubanita che apre il nostro cd con dei suoni moderni che si ispirano sul tempo del vallenato e ci ha dato modo di scrivere un pochino sul questo genere musicale sconosciuto a molti di noi Europei. L’interpretazione è del gruppo‘Son de Cuba’, un progetto del chitarrista cubano Rene’ Soler Pedraza nato a La Habana il 21 ottobre 1950 molto noto nella sua isola per aver suonato con le migliori orchestre cubane di fama internazionale. Son de Cuba viene formato nel 1996, con la partecipazione di musicisti Cubani residenti in Roma. Il gruppo ricrea il sound del ‘Son Cubano’, spaziando dal Latin Jazz alle squisite melodie del Bolero, osservando e rispettando i canoni ritmici propi della tradizione Afro-Cubana e Caraibica. Rene’ Soler e ‘Son de Cuba’ ci offrono una interpretazione vivace e coinvolgente di questi brani fatti propriamente per ballare: dalla Salsa, al Merengue, dal Cha-Cha-Chà, alla Cumbia, dal Mambo, alla Bachata. Oltre al direttore Renè Soler Pedraza alla chitarra troviamo la cantante Soledad “ Sharm” Blas modella della rivista di moda “Vogue”, cantante di musica pop che ha scoperto la musica latina dopo aver incontrato Renè Soler. Soledad è cantante del gruppo dal 1999. Alle percussioni e batteria troviamo Enrique Bu “ Kiki cha “ a lui è dedicato il quarto brano della nostra compilation. Al piano il compositore Manuel Vega che suona anche il saxofono chiamato “il mago” per le sue doti di prestigiatore. Manuel Vega è l’autore con Renè Soler Pedraza di molte loro canzoni. Altra cantante è Carmen de Armas ex ballerina del Tropicana de Cuba con Renè Soler Pedraza dal 1996 venuta per un progetto chiamato “ Son della Loma” Per la fine degli anni ’80, il mondo della salsa sperimentò molta competizione del Merengue domenicano particolarmente per la complessità del baile della musica afrocubana. Il merengue era semplicemente più facile da ballare ed ebbe subito un’alta popolarità perché consiste in un ballo di due passi. In più molti gruppi di merengue presentavano grandi spettacoli con grandi eventi, con coreografia acrobatica. Per tentare di attrarre il pubblico latino americano, l’industria salsera incominciò con cambi di stili nella musica, che, secondo l’opinione di molti, creò una versione della salsa insipida. La denominazione “salsa romantica”, che era suonata in modo più lento e quasi meccanico molto spesso i testi delle canzoni erano in inglese. Aumentarono, tuttavia, le vendite e l’interesse per una musica prima denominata troppo complessa. Nella fine degli anni ’90, questo genere prese piede creando molte nuove stelle. Alcune caratteristiche musicali si possono identificare nell’enorme influenza della musica pop nord-americana, che include progressione e ripetizione proprietà non tipicamente associabili alla musica afrocubana. Le salse romantiche che vi presentiamo in questo cd sono interpretate dal gruppo Aguerè di Cuba un gruppo fondato sempre da Renè Soler nel 1992 con musicisti della Isla della Joventù di Cuba tra i quali il compositore Manuel Vega Sosa |